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Arte di movimento ed espressione di vita
Shintaido (questo termine in giapponese significa "nuova via del corpo") è un'arte di movimento nata da un'intensa ricerca centrata sull'esplorazione degli ideali espressi da movimenti corporei essenziali, di un singolo e di gruppo, e degli effetti che può avere la pratica di movimenti espressivi sulla sfera emotiva, intellettuale e fisica. Per chi pratica arti espressive, figurative o materiche e ricerca artistica in generale, può essere stimolante una pratica fisica parallela al proprio percorso primario, centrata sul corpo e raffinata e profonda, che esplori le nozioni spaziali, di timing ed insieme la psicologia del movimento: il linguaggio del corpo diviene mezzo di espressione e indagine universale.
La ricerca che ha ispirato Shintaido è iniziata in Giappone negli anni '60, principalmente per opera di Hiroyuki Aoki, attore, pittore, maestro di Karatè Shotokai allievo di Shigeru Egami, e prosegue ancora oggi, pur essendosi stabilizzato il curriculum di base. Shintaido è divenuto un movimento mondiale che fa riferimento all'International Shintaido Association (ISF); non è legato ad alcun paese, in particolare non ha alcuna dipendenza organizzativa dal Giappone, pur essendo stato inizialmente concepito in questo paese. Per come è stato concepito, più che una disciplina è una hippy-disciplina.
Il fine della pratica è tra l'altro rendere accessibili a chiunque modalità espressive universali riservate in genere ai soli praticanti delle arti teatrali. Per questo lo Shintaido può essere considerato una forma d'espressione artistica, un'arte del corpo "post-marziale"; si dà un contesto in cui esprimere ed articolare liberamente la propria creatività.
Un movimento è pienamente espressivo e libera e moltiplica l'energia potenziale se è compiuto da un corpo rilassato e morbido, che respira liberamente. La base della pratica consiste quindi in una serie di forme il cui fine è ammorbidire e liberare il corpo, utilizzando tra l'altro il lavoro in coppia ed il massaggio shiatsu. Ogni esercizio può essere concepito in forma più o meno dinamica, permettendo ad ognuno di lavorare ai confini dei propri limiti, senza però sottoporre il corpo a sforzi dannosi.
Il movimento, anche il più semplice, è concepito e compiuto ponendo attenzione all'ideale da questo espresso, facendo sì che gli scopi fondanti della pratica siano presenti a tutti i livelli, e manifesti in modo diretto. La pratica fisica e vocale di gruppo offre una via d'esplorazione della comunicazione in gruppo o cerchio per cui vi sono pochi spazi nella organizzazione sociale del nostro tempo. Con il gioco corporeo collettivo si hanno opportunità di esprimere la propria creatività con il movimento anche se non si è più bambini. L'approfondimento della pratica consente inoltre l'esplorazione delle nozioni di sincronia e timing nel "combattimento" in coppia.
L'evocazione del contesto universale in cui scorre l'esperienza cosciente (in particolare tramite la forma Tenshingoso), l'affermazione della singolarità ed unità del sé e del corpo (in particolare tramite la forma Eiko) sono due tra i temi di ricerca presenti nella pratica, che evidenziano il mondo prossimale (tra cui il corpo) come valore. In Shintaido è integrale la pratica con il bokuto, spada di legno: il disegno di questo strumento ne evidenzia la simbolicità, l'afferrare la spada di Shintaido evoca la sacralità dell'oggetto. Il simbolismo coinvolto è intuito nella pratica, ma non è immediatamente definito in termini naturalistici o quotidiani; qui si ha un'occasione di scoperta e indagine profonda, in quanto sono coinvolte parti costitutive ma difficilmente tematizzate di sé e del rapporto con l'esperienza. Shintaido può essere un mezzo per relazionarsi con questi territori del proprio mondo o disconosciuti o subiti, ed eventualmente per modificarne la struttura; l'apprendimento e la scoperta occasionale può trasformarsi in una via di ricerca filosofica sui fondamenti della vita cosciente e dell'ontologia.
In Shintaido bohjutsu, la pratica con il bastone lungo si trova oltre alle tecniche fondamentali anche l'opportunità di uno stimolo ulteriore, esterno, nel mettere in gioco il rapporto con lo spazio. Inoltre si evidenzia l'aspetto duplice di ogni tecnica, come pratica di liberazione ma anche forma di comunicazione e definizione dello spazio proprio e altrui, reinterpretando le tecniche marziali tradizionali facendone strumento per l'uomo di oggi.
Per approfondimenti:
Hiroyuki Aoki
Shintaido, Shintaido Italia, 1998
The zero point of consciousness and the world of Ki
Total stick fighting, Kodansha International, 2000
Michael Thompson
Untying Knots: A Shintaido Chronicle, Shintaido of America Publications, 1996
Fugaru Ito
Ito's stream of consciousness, da Shintaido of America #2, 1983
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